header image
 

Heath Ledger - The Joker

Inauguro la mia galleria postando un ritratto di Heath Ledger nei panni del Joker di The Dark Knight, prossima pellicola dell’Uomo Pipistrello ad uscire nei cinema del mondo.

Qui di seguito riporto, invece, un post che scrissi poco dopo la notizia della morte dell’attore australiano:

“E’ difficile parlare della morte di una persona tanto lontana da noi senza rischiare di essere presi per vaniloquisti..

Ma vi assicuro che questa volta, per quel che mi riguarda, non è affatto così.

Ieri notte è scomparso un grande attore, un uomo che proprio in questi mesi si sarebbe finalmente meritato la sua consacrazione nell’olimpo di Hollywood.

E’ scomparso dopo aver concluso la sua avventura nei panni del Principe del Crimine, Joker, personaggio che aveva scoperto essere vicinissimo alla sua realtà, data la sua tristezza, la sua rabbia e la sua malinconia.

Non voglio scadere in inutili buonismi. Francamente, se penso alla morte di Heath Ledger non penso certo alla situazione di sua figlia, ora che si ritrova senza padre, o a quella dei suoi cari in generale.
Penso al fatto che l’Academy Hollywoodiana gli “consegnerà” probabilmente l’oscar post mortem (loro sì che scadono nei buonismi); penso al fatto che non potrà ripetersi ammaliandoci un’altra volta con la sua interpretazione del Joker. Non lo potrà fare.

E la cosa che più mi fa rattristire è sapere che un 28enne abbia lavorato scaricando in un personaggio singolare come solo questo sa essere tutto se stesso.
Capire che quello che vedremo a luglio non sarà un attore, perchè gli attori fingono, ma una reale condizione di disagio personale trasmessa in un character inventato.

In questi mesi Heath (come tutti gli altri membri del cast o della produzione di The Dark Knight) era diventato un membro della grande famiglia dei Bat-fan…Mi mancherà. Sono sincero.

Nel Batman di Burton il chirurgo plastico di Joker diceva “se te ne devi andare, fallo con un sorriso”. Heath l’ha fatto, anche se il suo, più che un sorriso, era un ghigno malinconico…

Dunque addio, Amico caro.”

It begins.

Nel dare vita ad un percorso, ad un progetto personale, siamo spesso guidati da quelle che sono le nostre passioni. Da quei particolari aspetti della nostra routine che ci fanno amare ciò che facciamo.

Proprio da questo nasce lo spunto per iniziare qualcosa come può essere un blog di questo genere, ossia un blog che raccolga le mie produzioni in campo fumettistico; siano esse disegni, tavole o bozze di sceneggiature.

Una passione, il fumetto, fortemente influenzata dall’amore per il Cavaliere Oscuro, Batman, grazie al quale mi sono affacciato per le prime volte sull’eccentrico mondo dei comics. Un mondo vastissimo, ma di sicuro in ogni suo aspetto carico di sogni, emozioni e segreti. Un mondo che spero magari di imparare a conoscere meglio proprio grazie ai vostri eventuali consigli e alle vostre considerazioni.

Arkham Asylum. Un titolo sul quale si potrebbe parlare per pagine e pagine. Anzitutto è un palese rimando allo storico manicomio criminale di Gotham City, che ospita la maggior parte dei personaggi facenti parte del fantastico “circolo dei villains di Batman”; è, inoltre, un forte omaggio a quella che, a mio parere, è stata la migliore graphic novel della storia del fumetto, ossia “Arkham Asylum” di Grant Morrison e Dave McKean (1989), una storia che narra il viaggio di Batman dentro se stesso, la sua lotta interiore con i suoi demoni personali, ognuno dei quali è incarnato dai suoi più acerrimi nemici. Una storia non facile, ma che lascia un segno indelebile nella mente.

Mi auguro che quest’avventura vada il più lontano possibile e che magari aiuti a portarmi verso i lidi che desidero. Nel frattempo, mi congedo con una deliziosa citazione delle parole pronunciate niente poco di meno che dal Clown Principe del Crimine, in arte il Joker:

“E chi è questo
puro
folle?
Guardate,
nelle saghe dei tempi antichi,
nelle leggende degli Scaldi,
dei Bardi, dei Druidi,
non viene forse vestito
di verde come la
primavera?

O tu acqua che sei aria,
nella quale tutte le complessità sono
risolte!

Oh, si!
Riempite le chiese di pensieri immondi!
Portate l’onestà nella Casa Bianca
Scrivete lettere in lingue morte
a persone mai conosciute!
Dipingete parole oscene
sulla fronte dei bambini!
Bruciate le vostre carte di credito
e indossate i tacchi alti!
Le porte del Manicomio sono aperte!
Riempite i sobborghi di omicidi e stupri!

Divina Follia!

Lasciate che ci sia l’estasi, estasi nelle strade!

Ridi e il mondo
riderà con te!”